Roccabrunahttp://www.palazzoroccabruna.it/it/newsNews<![CDATA[I BORDOLESI DEL TRENTINO]]>Erano gli anni Sessanta. Il mondo era in fermento, in bilico tra il vecchio e il nuovo.
In Trentino la viticoltura cominciava ad affrancarsi dalle antiche pratiche colturali, e i vignaioli cominciavano a guardarsi intorno, a fare confronti, ad assaggiare i vini d’Oltralpe, a viaggiare.
Fu allora che due pionieri della moderna enologia, Riccardo Zanetti, dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige e Leonello Letrari, all’epoca enologo della cantina Bossi Fedrigotti, intuirono la possibilità di schiudere nuove prospettive agli orizzonti ancora angusti del vino locale.

Nacquero così - a distanza di poco l’uno dall’altro - i primi bordolesi del Trentino, il Castel San Michele dell’Istituto agrario e il Fojaneghe di Bossi Fedrigotti, due rossi di grande carattere, prodotti con un taglio di Merlot e Cabernet secondo l’uso di Bordeaux.
Fu l’inizio di una nuova epoca per la vitivinicoltura trentina. Il Fojaneghe fu un successo nazionale ed internazionale.
Oggi quei vini sono ancora in commercio e continuano una tradizione di successo che può vantare molti altri rappresentanti, alcuni di grande fama come il San Leonardo. Col tempo i bordolesi trentini hanno saputo rinnovarsi, evolvendo insieme al gusto dei consumatori: non più solo Cabernet e Merlot, ma anche Teroldego e Lagrein in quantità adeguate a dare al vino un’anima più trentina, una nota di terroir che ne fa a pieno titolo uno degli interpreti della vocazione vitivinicola locale.

A questa tradizione Palazzo Roccabruna rende omaggio dal 26 al 28 ottobre con un evento dal titolo ”I bordolesi del Trentino: dai ruggenti anni Sessanta ad oggi” che prevede la possibilità di degustare nelle sale dell’Enoteca – dalle 17.00 alle 22.00 - un’ampia rappresentanza della tipologia.

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