​Palazzo Roccabruna, 11 novembre - 11 dicembre 2016. Inaugurazione 11 novembre ore 18.00

Immagine_copertina.jpg«Il tocco finale di una mise». Così Christian Dior ha definito il foulard, raccomandando alle sue clienti di sperimentarne i vari modi di indossarlo, per trovare quello più adatto ad ognuna.
In occasione di Trentodoc. Bollicine sulla città a Palazzo Roccabruna viene presentata in anteprima la mostra Foulard delle montagne organizzata dal Museo Nazionale della Montagna con la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, Regione Piemonte, Fondazione CRT e con la collaborazione della Città di Torino e del Club Alpino Italiano.
Un'esposizione dedicata al foulard, accessorio dall’etimologia incerta, derivante forse dal provenzale foulat (foulé), nato per un uso quotidiano e con scopi pratici, diffuso in tutte le culture del mondo, diventato nel corso del XX secolo simbolo e icona dell'universo femminile. Un vero e proprio oggetto di culto, indossato dalle signore più eleganti del Novecento, dall’americana Elsie de Wolfe, attrice e arredatrice, a Jackie Kennedy, fino a Margaret Thatcher e a Christine Lagarde, che lo hanno trasformato in un segno del proprio stile.
La sua più ampia diffusione si deve tuttavia al cinema e alle sue dive degli anni Cinquanta: Audrey Hepburn e Grace Kelly, in particolare, e poi Gloria Swanson in Il viale del tramonto del 1950, che lo indossava come un turbante, fino a Sarah Jessica Parker in Sex and the City, che lo portava annodato dietro la nuca, o Susan Sarandon in Thelma & Louise nel 1991.
L'esposizione è incentrata su una selezione di settanta pezzi provenienti dalla cospicua raccolta di foulard del Museomontagna che conta circa centottanta esemplari, naturalmente a tema montano: i più vecchi appartengono agli anni Venti e Trenta del Novecento, ma non mancano carré degli anni Duemila. In mostra si possono ammirare le creazioni di grandi firme della moda: da Chanel a Hermès, Prada, Givenchy, Gucci, Céline, Krizia, Burberrys, Escada, Gabrielli, Bogner, a cui si affiancano marchi esclusivi, ancora oggi a gestione famigliare come  AAllard  e Daphné e nuovi produttori contemporanei. Se i più raffinati sono realizzati in seta, i più datati, sono in cotone e lana, mentre fra i più recenti si trovano anche materiali sintetici come l’acetato, il rayon e il poliestere. La collezione è parte del ricco patrimonio iconografico legato alle terre alte conservato nel Centro Documentazione del Museo che negli ultimi trent'anni ha avuto un incremento enorme.140_Foulard.jpg
In mostra sono presenti anche foulard commemorativi, in particolare dedicati agli eventi olimpici invernali come quello realizzato per le Olimpiadi di Oslo del 1952 o la serie per i Giochi Olimpici di Grenoble del 1968, affidata a noti illustratori e pittori come Constantin e Pierre Ambrogiani.
Il foulard lega la propria storia alla Maison Hermès: quando nel 1837 Thierry Hermès fondò la sua azienda, produceva selle e finimenti per cavalli. I carré, dai fantasiosi e ricchissimi disegni, nascono nel 1937 dal genio creativo di Robert Dumas, genero e socio di Émile-Maurice Hermès. Al marchio francese appartengono alcuni pezzi esposti risalenti agli anni Quaranta e Cinquanta, come Les Joies de la Montagne, firmato dallo svizzero Jean-Louis Clerc, o Chamois uscito dalla mano di Xavier de Poret. In mostra sono inoltre presenti alcuni esemplari di soggetto polare come Hommage a l’Explorateur Sir Ernest Shackleton su disegno di Zoé Pauwels. Sempre all’ambiente dell’equitazione e del jet-set si lega anche la nascita, nel 1921, di un altro marchio classico dei foulard, Gucci, i cui carré devono la propria fortuna a Vittorio Accornero, ideatore di Flora – realizzato nel 1966 per Grace Kelly – e di molti di molti altri esposti della nota serie a soggetto prevalentemente botanico.
132_Foulard.jpgIn occasione dell'esposizione è stato realizzato il nono volume della collana dedicata alle Raccolte di Documentazione del Museo Nazionale della Montagna (edito da Priuli & Verlucca): Foulard delle montagne a cura di Aldo Audisio, Laura Gallo e Cristina Natta-Soleri; 156 pagine corredate da un ricco apparato iconografico di 170 immagini di foulard a colori, in vendita a Euro 29,50.
Il libro – che illustra l'intera collezione di foulard di soggetto montano appartenente al Museo, articolato in diversi contributi –, è introdotto da un intervento di Maurizio Bono che, attraverso numerosi aneddoti, ripercorre la diffusione di questo oggetto nel mondo alpinistico. Seguono gli interventi di Sofia Gnoli e Silvia Vacirca: la prima ricostruisce la nascita e l'evoluzione di un accessorio che da oggetto pratico si trasforma in oggetto di culto; la seconda analizza la fortuna del foulard nel mondo del cinema che sarà volano per la diffusione di questo capo di abbigliamento presso il pubblico femminile. Il contributo di Laura Gallo mette in evidenza la presenza di noti pittori e illustratori tra coloro che hanno disegnato i foulard, sottolineando l'importanza che la moda ha dato a questo accessorio. Chiudono il volume tre storie di foulard: Aldo Audisio che intervista Caty Latham, storica illustratrice di Hermes; Cristina Natta-Soleri racconta due esempi di alta moda ancora legati a produzioni strettamente famigliari e Roberto Mantovani ricostruisce la storia del foulard del 1931 che reca la firma di novantadue alpinisti.
La mostra dal 16 dicembre 2016 sarà allestita a Torino nella Sede del Museomontagna.




FOULARD DELLE MONTAGNE
Trento, Palazzo Roccabruna,  12 novembre - 11 dicembre 2016
Inaugurazione 11 novembre 2016, ore 18 

Una mostra del
Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” – CAI-Torino
con
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento
Regione Piemonte
Fondazione CRT
con la collaborazione di
Città di Torino
Club Alpino Italiano


 

 

 

ORARI DELLE MOSTRE

Palazzo Roccabruna via S. Trinità, 24 – Trento

Domenica e lunedì chiuso

Martedì e mercoledì: 9.00 – 12.00; 15.00 – 17.00

Giovedì e venerdì: 9.00 – 12.00: 15.00 – 22.00

Sabato e domenica: 10.00 -20.00