Una raffinata dimora all'epoca del Concilio
Palazzo Roccabruna nasce nella seconda metà del XVI secolo dall’accorpamento di unità abitative preesistenti, ristrutturate e rifunzionalizzate entro un complesso formale organico e conforme al gusto dell’epoca. L’intervento si inserisce in quel processo di rinnovamento urbano maturato nel clima politico-culturale del Concilio di Trento (1547-1563), evento cruciale per la storia mondiale e prepotente impulso alla modernizzazione della città.
 
 
facciata.jpgLa sua facciata, di chiara impronta manieristica, risolve in un'armonica composizione, articolata sul portale, la diversa organizzazione delle masse laterali. Sul piano verticale la struttura è scandita da tre ordini di finestre incorniciate da pietra bianca e, nei primi due piani, lavorate a bugnato. Collegate da una fascia in pietra corrente a livello del davanzale, le aperture del piano nobile sono fornite di un'incorniciatura ad orecchie, che si ripete su quelle del mezzanino.
Anche lo stesso portale, elemento centrale nella composizione, è una realizzazione di notevole interesse: in un efficace bugnato a rilievo, esso non si presenta allineato al filo di costruzione, ma sensibilmente aggettante, fornendo così la base d'appoggio per l'elegante balcone con balaustra in pietra che lo sormonta.
All'interno spicca la sala Conte di Luna, dedicata all'oratore del re di Spagna, Claudio Fernandez de Quinones, capo della delegazione spagnola al Concilio di Trento, e ospite di Palazzo Roccabruna. Pregevole l'androne con i busti dei Cesari, la sala della Musica e la sala della Stella al piano nobile, e la cappella gentilizia dedicata a San Gerolamo, uno degli esempi di oratorio privato meglio conservati del Cinquecento trentino. In epoca tardo-antica(fine IV secolo) l'area di Palazzo Roccabruna era occupata da una necropoli romana riemersa nel 2010 durante i lavori di ampliamento dei locali ipogei.