Il settore suinicolo in Trentino
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I prodotti trentini nella GDO e nell'HO.RE.CA. in Italia
La vitivinicoltura in Trentino
Il comparto delle carni lavorate in Trentino
La valorizzazione dei prodotti agroalimentari nella distribuzione commerciale in Trentino
La grappa e i distillati in Trentino
La valorizzazione dei prodotti trentini nell’ingrosso agroalimentare e nei Cash Carry - 2008
Il settore suinicolo in Trentino
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Il posizionamento del vino e dello spumante trentino nella GDO del nord Italia - 2008
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Collana
Report dell’Osservatorio delle produzioni trentine
Anno
2007
Periodo di riferimento
Rilevazione: luglio-settembre 2007
Dati economici: 2006
Autori
Michela Rizzi
Collaborazioni
Allevatori di suini trentini
Metodo
Realizzazione di un’indagine di tipo quali-quantitativo con l’effettuazione di un’intervista ai titolari degli allevamenti e l’impiego di una griglia di rilevazione.
Per l’acquisizione dei dati qualitativi, l’intervista ha riguardato:
la tipologia dell’allevamento
gli scopi dell’allevamento
le razze allevate
l’alimentazione degli animali
la macellazione e la commercializzazione
la gestione dei liquami
l’utilizzo dei medicinali
Per l’acquisizione dei dati quantitativi, la griglia si è focalizzata su dati relativi a:
estensione dell’azienda
consistenza dell’allevamento
numero di capi macellati nel 2006
frequenza di abbattimento dei capi
età dei suini da macello
peso vivo dei capi macellati
Campione
L’indagine ha preso in considerazione 6 allevatori, selezionati in quanto in grado di arrivare direttamente sul mercato locale.
I risultati in breve
Secondo i dati forniti dall’Assessorato dell’Agricoltura della Pat, al primo dicembre 2006 la consistenza di suini in provincia di Trento era pari a 6.876 capi, costituiti prevalentemente da suini da ingrasso e da macello (6.700), da 166 scrofe e da 10 verri.
Sulla base dei dati acquisiti, due sono le tipologie di allevamento: a ciclo aperto e a ciclo chiuso. La prima tipologia si contraddistingue per l’assenza delle strutture per la riproduzione in loco degli animali, la seconda, per converso, per la presenza dell’intero ciclo di allevamento degli animali. Entrambe le tipologie hanno dichiarato di seguire trattamenti medico-sanitari e diete mirati, con l’ausilio di personale tecnico esterno altamente qualificato. Scelte che si sono tradotte in un miglioramento dei requisiti fisici e della qualità dei capi. Gli animali allevati raggiungono in media uno stato di accrescimento che varia dai 120/130 kg sino ai 220/230, a seconda della razza e degli allevamenti. La commercializzazione avviene, in genere, sul mercato locale, garantendo in questo modo un’offerta di qualità ai consumatori trentini. Gli elevati costi di gestione e la presenza della grande distribuzione organizzata tuttavia possono costituire un’incognita per gli allevatori trentini, se non adeguatamente fronteggiati con opportune politiche e progetti, quali ad esempio un disciplinare per l’allevamento dei suini in Trentino. Si tratta di uno strumento volto ad uniformare metodologie di accrescimento e nutrizionali dei capi, garantendo uno standard uniforme e di elevato livello qualitativo delle carni suine trentine.
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