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Aggiornato il: 13 Ottobre 2020

La Val di Rabbi. Identità, luoghi e natura

22 ottobre - 13 novembre
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Ad inaugurare la fitta serie di eventi in calendario legati a questa edizione del BITM, giovedì 22 ottobre, ad ore 18.00, presso le splendide sale di palazzo Roccabruna di Trento (Via S.S. Trinità 24) aprirà al pubblico la rassegna fotografica dal titolo: “LA VAL DI RABBI. Identità, luoghi e natura", prodotta dai fotografi trentini Guido Benedetti, Luca Chistè e Mattia Dori (22 ottobre - 13 novembre).

Proseguendo nella propria tradizione iconografica, la BITM, avvalendosi del contributo dei tre fotografi trentini già impegnati lo scorso anno nel lavoro d’investigazione fotografica sul Monte Bondone e, negli anni precedenti, con le ricerche condotte sulla Valle del Vanoi e Marilleva con Luca Chistè, volge ora il proprio sguardo ad una valle le cui peculiarità ambientali, naturalistiche e paesaggistiche, sono uniche.

Facente parte integrante di un habitat protetto e pressoché integrata nel Parco Naturale dello Stelvio, la Val di Rabbi offre sia ai propri abitanti, sia ai numerosi visitatori che la frequentano, scenari di splendida e selvaggia bellezza, rispetto per l’ambiente e tutela dei valori.

La Val di  Rabbi, laterale alla Valle di  Sole, con disposizione Nord-­‐Sud  e  interamente  percorsa  dal torrente Rabbies, presenta una classica conformazione a V, con ripidi fianchi boscosi e rocciosi, prateria sul fondovalle, interessata nel tempo da varie conoidi alluvionali e canaloni di valanga, testimonianze dell'impatto che la natura esercita sul territorio.

Scelta dalla BITM quale luogo ideale per intercettare quel bisogno di sostenibilità, quiete e intimistico isolamento (qui inteso in un’accezione positiva del termine) derivante dall’epoca post Covid19, la Val di Rabbi, con la sua particolare configurazione morfologica, rappresenta un importante punto di riferimento per ripensare ad una nuova progettualità turistica, pienamente coerente con le emergenti istanze storico/sociali.

In questo splendido spazio alpino, infatti, tradizioni contadine e le attività rivolte all’allevamento, hanno saputo fondersi, con rara coerenza, con le nuove istanze di sostenibilità e le richieste di sviluppo del territorio equilibrato e ragionato.

Alessandro Franceschini

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